AVENDITA (un pò di Storia)

Il villaggio sorge ai margini di una pianura un tempo ricca di vigneti, di colture variegate e di bestiame, posto lungo la strada che attraverso Valle Onica collegava Cascia a Norcia. E’ un centro che, per la salubrità dell’aria, l’altitudine (m 865) e la gentilezza dei suoi abitanti è particolarmente adatto ad una villeggiatura tranquilla e riposante.
Le sue origini, stando alle testimonianze dei numerosi reperti ed epigrafi latini sparsi nell’interno dell’abitato, risalgono sicuramente ad un insediamento romano. L’agglomerato è stato considerato sempre uno dei più importanti e popolosi del comune di Cascia.
Il nome della località “Aventedani” compare per la prima volta nel 1080 in una donazione fatta all’abate Berardo di Farfa da Arduino Prete, figlio di Letone, di alcuni beni da lui posseduti nel castaldato Equano del Ducato di Spoleto.
Nei documenti archivistici casciani, “Avendita” è ricordata il 25 settembre 1344 allorchè tre delegati di Norcia e altrettanti di Cascia si incontrarono nella chiesa di S. Maria del luogo per studiare le mosse e prendere i necessari provvedimenti per far fronte alla minaccia di invasione del conte dell’ Anguillara che con le sue soldatesche si aggirava nei dintorni di Spoleto e del Fuscello.
Nel 1380 gli uomini della villa convennero nel capoluogo per eleggere il sindaco; nel 1381 per nominare il “guardiano custode” per vigilare sulle proprietà comunitarie e private.
Nel periodo medioevale gli eventi succedutisi a Cascia coinvolsero anche il contado e quindi pure Avendita.
Nel terremoto del 1703 il villaggio fu quasi totalmente distrutto: su 177 abitanti si ebbero 95 morti. Nel 1793 vennero censiti 155 presenti; nel 1828, 150. (di Agostino Serantoni)

La villa sorse su un insediamento romano o pre-romano come dimostrano i numerosi reperti ed epigrafi latini trovati soprattutto nei pressi della chiesa parrocchiale di San Procolo . Non si hanno notizie sull’origine del nome del paese, che apparse per la prima volta nel 1080 in una donazione fatta da un abate di alcuni beni da lui posseduti nel Ducato di Spoleto .
La storia del paese è stata segnata da quattro importanti eventi sismici: i terremoti del 1599 , 1703 , 1730 , 1979 .
Del terremoto del 1599 non si hanno molte notizie, ma provocò enormi danni sia nel paese che nelle zone limitrofe.
Di quello del 1703 si sa che il paese fu quasi totalmente distrutto: di 177 abitanti ne sopravvissero solo 29. La tragedia si verificò in una notte d’inverno quando i focolari erano tutti accesi per riscaldare le case di legno, fu così che si verificarono una serie di incendi che uccisero la maggior parte della popolazione. Il sisma distrusse anche il vicino castello medioevale chiamato Castello Innocente o Cieca Cascia. Il successivo terremoto del 1730 colpì la popolazione che ancora non aveva provveduto alla ricostruzione del paese.
Nel 1979 un altro terremoto di notevole intensità colpì la zona. Non ci furono vittime ma il paese fu di nuovo distrutto e la popolazione costretta a vivere in alloggi provvisori fino a quasi la metà degli anni ’90.

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